Sinodo “Vivere il tempo annunciando il Vangelo”

Compiti e sfide di questo periodo di grazia Far fiorire speranza, stimolare fiducia
Il cammino sinodale invita la Chiesa ad interrogarsi sul tema decisivo per la sua vita:
annunciare il Vangelo. È il tempo prezioso per un percorso che consenta al maggior numero di persone di partecipare alla riflessione mettendo in comunione ciò che si è vissuto nel passato, analizzando il presente per aprirsi alla missione nel futuro. Comunione, partecipazione e missione riassumono metodo ed orizzonte.
Il tempo segnato dalla pandemia può essere l’occasione per trasformare il dolore e l’angoscia in desiderio di rinascita: l’esperienza di isolamento, paura, tensione, crisi a più livelli ha permesso di vedere con lucidità alcune dinamiche di sofferenza nella Chiesa, situazioni già visibili anni fa, ma ora più evidenti.
In luogo di nasconderle o tentare di rattopparle, Papa Francesco ci invita ad assumere il tempo
della crisi perché diventi fecondo.
La scelta del camminare insieme esprime profeticamente il bisogno di un progetto condiviso in
grado di perseguire il bene di tutti, avviando processi di dialogo, ascolto e giudizio comunitario.
In virtù dello Spirito Santo ricevuto nel Battesimo, i fedeli sono guidati alla verità crescendo nella comprensione e nell’esperienza di fede: si stabilisce una perfetta concordanza di spirito tra fedeli
e pastori.
Il sinodo “non comporta l’assunzione dei meccanismi di democrazia imperniati sul principio di
maggioranza”, né si presenta come ricerca demoscopica su cosa pensa la gente della Chiesa o cosa vuole dalla Chiesa per il futuro: è un cammino dove al centro c’è la passione per il vangelo ed il suo annuncio.

Il popolo di Dio partecipa alla missione del Signore nell’ascolto della Parola di Dio, camminando insieme fa
crescere la Chiesa. “Non spegnete lo Spirito Santo, non disprezzate le profezie. Vagliate ogni cosa e tenete ciò che è buono” (1Ts 5,19-21): la comunione si compone della varietà di doni, carismi, ministeri e missioni.
Il compito del Sinodo è aprire la Chiesa alla missione, essere una comunità con le porte aperte,
ovvero un Chiesa in uscita. Dalla policromia dei membri si scopre la bellezza di servire ed annunciare l’unico Signore: i tentativi di rigorismo religioso e le nostalgie del passato sono il tentativo anacronistico di monopolizzare con un unico colore l’agire della Chiesa ingabbiando la forza dello Spirito.
È proprio lo Spirito di Dio ad illuminare il camminare insieme delle Chiese perché è lo stesso Spirito che ha operato in Gesù.
Il primo atteggiamento è la preghiera di invocazione con le parole “Noi siamo davanti a Te, Spirito Santo” (Adsumus, Sancte Spiritus), affinché possiamo essere una comunità in missione.
La celebrazione eucaristica di venerdì 22 ottobre in Cattedrale a Saluzzo segna l’inizio del cammino sinodale: in preghiera per discernere l’agire con la riflessione nelle comunità favorendo la partecipazione dei fedeli con assemblee parrocchiali, forum per giovani sui social, uso dei mezzi di comunicazione, dialogo con associazioni, movimenti e dibattiti.
Compito dell’equipe diocesana, in un primo momento, sarà organizzare il materiale per la riflessione e per coloro che dovranno coordinare i momenti di incontro; l’intero materiale andrà revisionato redigendo il documento finale per giugno 2022.
Una Chiesa sinodale, annunciando il Vangelo, cammina insieme: come questo camminare insieme si realizza oggi nella nostra Chiesa particolare? Quali passi lo Spirito ci invita a compiere per crescere nel nostro camminare insieme?
È questo l’interrogativo fondamentale che guida la consultazione del popolo di Dio individuando dieci nuclei tematici da approfondire.
La sessione diocesana non produrrà documenti mirati all’agire immediato delle nostre comunità (riduzione delle messe, numero parrocchie, celebrazioni alle cappelle…): lo scopo del sinodo è suscitare profezie, far fiorire speranze, stimolare fiducia, creare un immaginario positivo che illumini le menti, riscaldi i cuori
per un annuncio del Vangelo sempre più efficace
nelle nostre realtà. Preghiera e riflessione.
Carlo Cravero (incaricato diocesano per il Sinodo)