Il nostro sguardo nello sguardo di Maria

Un ricordo grande ai piedi di Maria per il nostro Vescovo e la sua mamma e tutte le persone provate dalla malattia…


Nel gran fiorire della primavera, ogni anno, durante il mese di maggio, siamo invitati a contemplare la Vergine Maria, chiamati a sentirla sempre più come nostra Madre e sorella spirituale.
Molte persone nelle nostre comunità parrocchiali, in questo mese, tradizionalmente si riuniscono nelle zone dove sorgono piloni votivi, o ci si ritrova nelle piccole cappelle campestri, per pregare Maria, soprattutto attraverso il Santo Rosario, in cui ogni “Ave Maria” porta in sé speranze, desideri, fatiche, sofferenze di chi, come figlio, sa di aver bisogno di Maria, Madre dolcissima.
Il mese di maggio porta in sé un invito profondo, rivolto a tutti: gettare il nostro sguardo nello sguardo di Maria.
Tanti sono gli atteggiamenti di Maria da contemplare, ma in questo tempo credo siamo chiamati a meditare su due atteggiamenti in particolare.
Maria si presenta a noi come la donna serva del Signore. La sua grandezza di donna, di Madre, è racchiusa tutta nel suo essersi fatta piccola di fronte a Dio, donna dal cuore libero, grembo accogliente di fronte al progetto d’amore di Dio per tutta l’umanità; lei è la donna che, nel silenzio, ha saputo “meditare l’amore di Dio” nel suo cuore, diventando la prima discepola del suo Figlio; lei è la donna che, attraverso il “Magnificat”, canta a Dio che ha posato il suo sguardo sull’umiltà della sua serva!
Maria poi è la donna dagli occhi aperti, attenta cioè ai bisogni degli altri, alle situazioni. Pensiamo alla sua dedizione verso Elisabetta, la sua parente; pensiamo all’importanza della sua presenza alle nozze di Cana: è lei che si accorge che il vino è venuto a mancare, è lei che intuisce il potenziale rischio che la gioia di quella festa si spenga; è lei che intercede presso il suo Figlio Gesù perché doni salvezza a quelle nozze, in cui si riflette ogni “banchetto tra lo Sposo e l’umanità”. E in ultimo, è lei che dice ai servi, e a tutti noi, di fare ciò che il suo Figlio dice, cioè di vivere la sua Parola ogni giorno.
Maria è la credente, la prima, che ha dovuto faticare, che si è interrogata, ma che soprattutto ha saputo amare di un amore donato e fecondo, o meglio, amore fecondo perché donato!
Da Nazareth a oggi milioni di cristiani hanno avvertito la sua presenza discreta nel proprio cammino di fede. Come ad esempio il grande san Bernardo di Chiaravalle che, giocando sul nome “Miriam” (stella del mattino), ci invita a guardare a lei, attraverso una stupenda preghiera che potremo fare nostra soprattutto in questo mese mariano, anche al termine di ogni Rosario comunitario.
Questo mese di maggio ci faccia sentire sempre più vicina Maria, e ci sproni a percorrere la via di umiltà e di servizio che ha saputo vivere lei, la “benedetta fra tutte le donne”.

Federico Riba Rettore del Santuario Diocesano di Valmala