Avvento : Tempo per Dio

Nella prima tappa dell’Avvento siamo invitati a guardare con attenzione da che parte il Signore arriva. La lettera pastorale di quest’anno ci ricorda che Papa Francesco evoca la possibilità di una fraternità mistica, che sa guardare alla grandezza del prossimo (Evangelii Gaudium, 92).
L’esperienza drammatica della pandemia ci ha messo davanti agli occhi quanto è preziosa la presenza degli altri e ci ha chiesto di guardare in un altro modo le nostre giornate, di trovare modi nuovi di restare uniti. I mesi scorsi ci hanno cambiati. O meglio, ci siamo accorti di essere diversi da quello che pensavamo di noi come persone, come chiesa, come società. Questioni su cui ci siamo affaticati per anni sono diventate irrilevanti. Ora, torneremo a fare tutto come facevamo prima? Non dobbiamo chiederci se Dio ha voluto offrirci una Parola che ci invita ad avere uno sguardo diverso sulla vita? Un uomo anziano vestito di bianco che attraversa una piazza vuota bagnata di pioggia, di paura e della morte di molti, ci ha mostrato che restano soltanto la fiducia in Dio e le relazioni che abbiamo costruito.
É tempo di aprire gli occhi. Non possiamo perdere questo appuntamento.
Siamo posti con urgenza di fronte alla necessità di allenarci ad uno sguardo contemplativo, cioè a guardare gli altri con gli occhi di Dio. Questa esplorazione va fatta insieme, oltre e prima che da soli.
Evitiamo di spiegare subito, con il rischio di piegare la realtà alle idee (Evangelii Gaudium, 231-233). Proviamo a raccontarci quello che abbiamo e stiamo vivendo. Forse il Signore arriva proprio qui.
Le domande qui di seguito ci possono aiutare.
Con quali persone o gruppi siamo più legati?
Cosa ho scoperto degli altri e di me? Cosa mi ha fatto cambiare? Cosa mi ha migliorato? Cosa si è rivelato una fatica?
In che modo il Signore è  presente? Avrei avuto bisogno di qualche aiuto? Ho potuto aiutare altri?